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Barbagialla, il terrore dei sette mari e mezzo

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Barbagialla, il terrore dei sette mari e mezzo
Titolo originaleYellowbeard
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1983
Durata96 min
Rapporto1,85:1
Genereazione, avventura, commedia
RegiaMel Damski
SceneggiaturaDavid Sherlock (non accreditato), Graham Chapman, Peter Cook, Bernard McKenna
ProduttoreCarter DeHaven
Produttore esecutivoJohn Daly
Casa di produzioneHemdale, Iron Pics, Seagoat Films, Yellowbeard Associates
FotografiaGerry Fisher
MontaggioWilliam Reynolds
MusicheJohn Morris
ScenografiaJoseph R. Jennings
CostumiStephen Miles
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Barbagialla, il terrore dei sette mari e mezzo (Yellowbeard) è un film del 1983, diretto da Mel Damski. E' l'ultimo film girato, prima della loro morte, di Marty Feldman e Peter Bull, e l'ultimo di Spike Milligan.

Il pirata Barbagialla, dopo aver scontato 20 anni di carcere per evasione fiscale, anziché essere rilasciato viene condannato a scontare altri 140 anni di galera. Dietro a tale decisione si nasconde il piano del comandante Clement della Marina Reale, convinto del fatto che Barbagialla, sapendo di non poter altrimenti recuperare il suo immenso tesoro, evaderà dalla prigione. Infatti il pirata fugge e si dirige subito dalla sua compagna Betty in cerca della mappa per recuperarlo. Ma la sua bella l'ha bruciata. Non prima però di averla copiata sulla testa di suo figlio, che è anche il figlio di Barbagialla.

Appena trovato il figlio, cresciuto nella famiglia di un nobile, prende il via l'avventura per la ricerca del tesoro assieme al figlio ritrovato, il padre adottivo, ed il loro dottore a bordo di una nave che in poco tempo ammutinano. Intanto il comandante Clement, tenendo in ostaggio Betty, li insegue tra le onde fino a sbarcare insieme a loro sull'isola del tesoro. Ma lì risiede un gruppo di conquistadores spagnoli con un capo che si unisce ben presto all'interesse per il forziere ed i suoi tesori nascosti.

Peter Cook ricordò che "tutto ebbe inizio mentre Keith Moon, Sam Peckinpah, Graham Chapman e lui stesso stavano cenando insieme in un ristorante". Keith suggerì di girare un film sui pirati e quindi tutti si misero a discuterne entusiasti dell'idea, però: «Quando vidi Sam, troppo stanco per andare in bagno, fare i suoi bisogni sulla palma artificiale vicino al tavolo, fu allora che pensai che era piuttosto improbabile che la cosa potesse decollare».[1]

Ma il progetto si concretizzò e l'idea originale del film fu inizialmente finanziata dal caro amico di Chapman, Moon, che avrebbe voluto interpretare il ruolo principale, ma che fu presto escluso a causa del peggioramento della sua salute.[2]

Il film ebbe una storia produttiva complicata, dovuta in gran parte al tempo impiegato per ottenere i finanziamenti. Esistono almeno quattro versioni delle bozze della sceneggiatura. Quella "più fedele alla versione originale di Chapman e McKenna" è pubblicata nel libro Yellowbeard: High Jinks on the High Seas.[2] La principale differenza tra la sceneggiatura di Chapman e quella di McKenna, modificata su richiesta di Hollywood, è che l'originale pone meno enfasi sui personaggi secondari e più sulla trama generale. Cook è accreditato come sceneggiatore perché, nell'ottobre del 1980, Chapman gli chiese di collaborare a una delle stesure del copione.[2]

Nella scelta del casting, il produttore Carter De Haven voleva scegliere attori che avrebbero ampliato l'attrattiva del film presso il pubblico americano.

Per la parte del figlio di Barbagialla furono presi in considerazione Adam Ant, Sting e Martin Hewitt. Adam Ant si disse frustrato dai ritardi nella produzione e lasciò il progetto. Ant e Marco Pirroni a un certo punto avrebbero dovuto anche comporre la colonna sonora del film: un nastro demo per il tema è stato incluso nell'edizione rimasterizzata del 2005 dell'album Friend or Foe del 1982. Sting avrebbe voluto interpretare il ruolo, ma i produttori pensavano che il film stesse diventando troppo britannico. Hewitt avrebbe affermato: «Sting avrebbe dovuto avere la mia parte. Per l'amor del cielo, avrei preferito Sting a me in qualsiasi momento».[2]

David Bowie fece un'apparizione cameo come "lo squalo", un personaggio di nome Henson che indossa una pinna da squalo di gomma sulla schiena. Bowie era in vacanza in Messico alla fine del 1982 dopo aver completato il suo album Let's Dance quando si incontrò con Chapman e Idle in spiaggia, accettando di fare una breve comparsata nel film. Bowie apparve anche nel documentario di 50 minuti dietro le quinte intitolato Group Madness.[3]

Le riprese iniziarono con il finanziamento della HandMade Films, ma poi si interruppero e la HandMade si ritirò dal progetto. Subentrò la Orion e le riprese ripartirono.[4][5]

Tranne un paio di settimane trascorse a Rye, East Sussex, Inghilterra, l'intero film (interni inclusi) fu girato in Messico.

Harry Nilsson, amico di Chapman, compose una colonna sonora preliminare, inclusa una canzone appositamente per il film. Questa non fu utilizzata perché i produttori ritenevano che non ci si potesse fidare di lui per completarla.[2]

Tre navi nel film furono interpretate dalla "Bounty II", costruita dalla Metro-Goldwyn-Mayer per il film del 1962 Gli ammutinati del Bounty. La nave pirata fu rinominata Edith, in onore alla madre di Chapman.

Durante la lavorazione del film, il quarantottenne Marty Feldman venne colto da un attacco di cuore. Pochi giorni dopo, il 2 dicembre 1982, il comico muore nella sua camera d'albergo a Città del Messico. Il suo lavoro sul film era quasi terminato, fatta eccezione per la scena della morte del suo personaggio, girata pochi giorni dopo con l'aiuto di una controfigura. Chapman disse della morte di Feldman: «Cerco di guardare il lato positivo... Sono felice di sapere che Marty era tornato in forma per il suo ultimo ruolo».[2]

A Chapman non fu permesso di sovraintendere al montaggio del film, e le sue osservazioni sulla prima versione dello stesso furono ignorate; queste includevano l'abbreviazione dei titoli di testa, in modo che le aspettative del pubblico non fossero troppo elevate, rendendo le battute meno ovvie.[2]

Distribuzione

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Distribuito il 24 giugno 1983 negli USA e il 28 luglio 1983 nel Regno Unito.

  1. Peter Cook, Speaking about 'Yellowbeard', in The Film Yearbook, 1984, p. 135.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Graham Chapman, Yellowbeard: High jinks on the high seas, Carroll & Graf, 2005.
  3. (EN) Nicholas Pegg, The Complete David Bowie, Londra, Titan Books, 2016, p. 670, ISBN 978-1-78565-365-0.
  4. Beatle boost for UK films, in Sunday Telegraph, 3 aprile 1983, p. 24.
  5. Stephen Vagg, Forgotten British Moguls: Denis O’Brien, in Filmink, 2 gennaio 2026. URL consultato il 2 gennaio 2026.

Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 225061650 · GND (DE) 7526892-9 · BNF (FR) cb16462440r (data)
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