Chascolytrum
| Chascolytrum | |
|---|---|
(ultimo disegno a destra) | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Monocotiledoni |
| (clade) | Commelinidi |
| Ordine | Poales |
| Famiglia | Poaceae |
| Sottofamiglia | Pooideae |
| Tribù | Poeae |
| Sottotribù | Calothecinae |
| Genere | Chascolytrum Desv., 1810 |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Liliopsida |
| Sottoclasse | Commelinidae |
| Ordine | Cyperales |
| Famiglia | Poaceae |
| Genere | Chascolytrum |
| Sinonimi | |
|
Cascoelytrum | |
| Specie | |
Chascolytrum Desv., 1810 è un genere di piante angiosperme monocotiledoni appartenente alla famiglia delle Poacee (o Gramineae, nom. cons.).[1][2][3][4]
Etimologia
[modifica | modifica wikitesto]Il nome del genere deriva da due parole greche: "kalos" (= bello e buono) e "theke" (= ripostiglio, deposito, box). Il nome è stato dato in riferimento ai margini dei lemmi che si estendono lateralmente come ali.[5] Il nome della sottotribù (Calothecinae) deriva dal suo genere tipo Calotheca Desv., 1810 ed è stato ricavato da due parole greche "chasko" (= aprirsi, rimanere a bocca aperta) e "elytron" (= involucro, copertina) e fa riferimento alle glume che a maturità si aprono esponendo i chicchi di grano.[6]
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico francese Nicaise Augustin Desvaux (Poitiers, 28 agosto 1784 – Angers, 12 luglio 1856) nella pubblicazione "Nouveau Bulletin des Sciences, Publie par la Société Philomatique de Paris" (Nouv. Bull. Sci. Soc. Philom. Paris 2: 190, 1810[7]) del 1810.[8] Il nome scientifico della sottotribù è stato definito dal botanico contemporaneo Robert John Soreng (1952-) nella pubblicazione "Journal of Systematics and Evolution" (J. Syst. Evol. 53(2): 130, 2015) del 2015.[9]
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Portamento
[modifica | modifica wikitesto]Il portamento delle specie di questo gruppo in genere è perenne con culmi che a volte formano dei cormi. I culmi sono cavi a sezione più o meno rotonda. L'altezza delle piante raggiunge i 50 – 70 cm. In queste piante non sono presenti i micropeli.[2][3][10][11][12][13][14]
Foglie
[modifica | modifica wikitesto]Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille.
- Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e in genere è priva di auricole.
- Ligula: la ligula è membranosa e a volte è cigliata.
- Lamina: la lamina ha delle forme generalmente da filiformi a lineari.
Infiorescenza
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- Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze sono ramificate e sono formate da alcune spighette ed hanno la forma di una pannocchia compatta o aperta. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale.
- Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, peduncolate, con forme da orbicolari a ovali, compresse lateralmente, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da 2 - 4 (massimo 10) fiori. Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. L'estensione della rachilla è presente. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura sotto ogni fiorellino fertile o sopra le glume. Lunghezza delle spighette: 1,5 – 2 mm.
- Glume: le glume, persistenti, sono più corte dei fiori; spesso sono carenate; gli apici sono acuti o ottusi.
- Palea: la palea è un profillo con due venature; può essere cigliata.
- Lemma: i lemmi sono più larghi che lunghi; i margini s'intrecciano; sono contratti distalmente con apice acuto o acuminato, terminante a volte con due denti (o lobi). L'apice può essere mucronato.
Fiori
[modifica | modifica wikitesto]I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.
- *, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.
- Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.
- L'androceo è composto da 3 stami ognuno con un breve filamento libero, una antera sagittata e due teche. Le antere sono basifisse con deiscenza laterale. Il polline è monoporato.
- Il gineceo è composto da 3-(2) carpelli connati formanti un ovario supero. L'ovario, pubescente all'apice, ha un solo loculo con un solo ovulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è anfitropo e semianatropo e tenuinucellato o crassinucellato. Lo stilo, breve, è unico con due stigmi papillosi e distinti.
Frutti
[modifica | modifica wikitesto]I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è puntiforme. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.
Biologia
[modifica | modifica wikitesto]Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama; gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo.
La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Le specie di questo genere sono native dell'areale che va dal Messico alla Bolivia, al Brasile e fino al Sud America meridionale.[14]
Tassonomia
[modifica | modifica wikitesto]La famiglia delle Poacee comprende circa 800 generi e oltre 9000 specie.[12][15] È una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie, il genere Chascolytrum fa parte della sottotribù Calothecinae (sottofamiglia Pooideae, tribù Poeae).[2][10]
Specie
[modifica | modifica wikitesto]Il genere comprende le seguenti specie:[1]
- Chascolytrum altimontanum Essi, Souza-Chies & Longhi-Wagner
- Chascolytrum erectum (Lam.) Desv.
- Chascolytrum lamarckianum (Nees) Matthei
- Chascolytrum neobulbosum Funez
- Chascolytrum paleapiliferum (Parodi) Matthei
- Chascolytrum scabrum (Nees ex Steud.) Matthei
- Chascolytrum subaristatum (Lam.) Desv.
Filogenesi
[modifica | modifica wikitesto]La sottotribù Calothecinae fa parte della tribù Poeae Dumort., 1824 e quindi della supertribù Poodae L. Liu, 1980. La tribù Poeae (formata da alcune sottotribù suddivise in diverse supersottotribù) è l'ultimo nodo della sottofamiglia Pooideae ad essersi evoluto (gli altri precedenti sono la tribù Brachyelytreae, e le supertribù Nardodae, Melicodae, Stipodae e Triticodae). All'interno della tribù, la sottotribù Calothecinae appartiene al gruppo con le sequenze dei plastidi di tipo "Poeae" (definito "Poeae chloroplast groups 1"[16]) e in particolare alla supersottotribù Agrostidodinae (Soreng, 2017) insieme alle sottotribù Brizinae, Echinopogoninae e Agrostidinae.[3][4]
All'interno della supersottotribù la Calothecinae insieme alla Agrostidinae formano un "gruppo fratello" e rappresentano il "core" della supersottotribù.[3] Chascolytrum, secondo i dati sul DNA nucleare, risulta inoltre monofiletico.[17]
Le seguenti sono sinapomorfie relative a tutta la sottofamiglie (Pooideae):[2]
- la fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli;
- le spighette sono compresse lateralmente;
- i margini embrionali della foglia non si sovrappongono;
- l'embrione è privo della fessura scutellare.
Le sinapomorfie relative alla tribù sono:[2]
- l'ilo è puntiforme;
- nell'endosperma sono presenti dei lipidi.
Questo genere non ha sinapomorfie rilevate.
Il numero cromosomico delle specie di questo gruppo è: 2n = 28.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Chascolytrum, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 06/02/2025.
- 1 2 3 4 5 6 Kellogg 2015, pag. 235.
- 1 2 3 4 Soreng et al. 2017, pag. 285.
- 1 2 Tkach et al. 2019.
- ↑ Etymo Grasses 2007, pag. 60.
- ↑ Etymo Grasses 2007, pag. 67.
- ↑ (EN) BHL, su Biodiversity Heritage Library. URL consultato il 23 agosto 2019.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 23 agosto 2019.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 23 agosto 2019.
- 1 2 3 Judd et al. 2007, pag. 311.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 451.
- 1 2 Strasburger 2007, pag. 814.
- ↑ Pasqua et al. 2015, pag. 467.
- 1 2 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 23 agosto 2019.
- ↑ (EN) Accepted Genera of Poaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 06/02/2025.
- ↑ PeerJ 2018, pag. 22.
- ↑ Tkach et al. 2019, pag. 21.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Elizabeth A. Kellogg, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume XIII. Flowering Plants. Monocots. Poaceae., St. Louis, Missouri, USA, 2015.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- G. Pasqua, G. Abbate e C. Forni, Botanica Generale - Diversità vegetale, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2015, ISBN 978-88-299-2718-0.
- (EN) Grass Phylogeny Working Group, Phylogeny and Classification of Poaceae (PDF), in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 88, n. 3, 2001, pp. 373-457. URL consultato il 23 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
- (EN) Jeffery M. Saarela et al., A 250 plastome phylogeny of the grass family (Poaceae): topological support under different data partitions (PDF), in PeerJ, vol. 4299, 2018, pp. 1-71. URL consultato il 23 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2019).
- (EN) Robert J. Soreng, Paul M. Peterson, Konstantin Romaschenko, Gerrit Davidse, Jordan K. Teisher, Lynn G. Clark, Patricia Barberá, Lynn J. Gillespie e Fernando O. Zuloaga, A worldwide phylogenetic classification of the Poaceae (Gramineae) II: An update and a comparison of two 2015classifications, in JSE Journal of Systematics and Evolution, vol. 55, n. 4, Institute of Botany, Chinese Academy of Sciences, luglio 2017, pp. 259-290, DOI:10.1111/jse.12262 (archiviato il 17 gennaio 2024).
- (EN) H. Trevor Clifford & Peter D. Bostock, Etymological Dictionary of Grasses, New York, Springer, 2007.
- (EN) Marian Schubert, Thomas Marcussen, Andrea Sanchez Meseguer e Siri Fjellheim, The grass subfamily Pooideae: late Cretaceous origin and climate-driven Cenozoic diversification, in BioRxiv, 2018, DOI:10.1101/462440 (archiviato il 27 agosto 2023).
- (EN) Jeffery M. Saarela, Roger D. Bull, Michel J. Paradis, Sharon N. Ebata, Paul M. Peterson, Robert J. Soreng, and Beata Paszko, Molecular phylogenetics of cool-season grasses in the subtribes Agrostidinae, Anthoxanthinae, Aveninae, Brizinae, Calothecinae, Koeleriinae and Phalaridinae (Poaceae, Pooideae, Poeae, Poeae chloroplast group 1), in PhytoKeys, vol. 87, 2017, pp. 1-139.
- (EN) Natalia Tkach, Julia Schneider, Elke Döring, Alexandra Wölk, Anne Hochbach, Jana Nissen, Grit Winterfeld, Solveig Meyer, Jennifer Gabriel, Matthias H. Hoffmann & Martin Röser, Phylogeny, morphology and the role of hybridization as driving force of evolution in grass tribes Aveneae and Poeae (Poaceae) (PDF), in bioRxiv, 2019 (archiviato il 14 maggio 2023).
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