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Scarica in formato ePub Image Cenni storico-bibliografici della R. Biblioteca nazionale di Firenze icona qualità 100% di Luigi Passerini Orsini de' Rilli (1872)

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Firenze non ebbe libreria che fosse pubblica fino al secolo XVIII, perchè io non estimo doversi dir tali quelle di principi, di privati e di monasteri, alle quali accedevasi, facilmente invero, ma per favore dei possessori non per diritto. Celebri fino dal XV secolo furono quelle degli Agostiniani in S. Spirito, dei Minoriti in S. Croce, de’ Cassinesi in Badia, dei Camaldolesi negli Angioli ed altre ancora appartenenti ai monasteri, rammentate con lode dagli scrittori del tempo; ma tutte le sorpassò la biblioteca veramente rarissima che iniziò Cosimo il Vecchio dei Medici intorno alla metà del millequattrocento, e che fu continuata senza risparmio dai suoi successori. A me basti il rammentarla, perchè il tesserne le vicende, non è mio scopo: solamente dirò come elevata la famiglia Medicea al principato della Toscana e rientrata in possesso della più gran parte della sua libreria, mentre a questa che componevasi di manoscritti preparava nobil locale, altra biblioteca di libri a stampa e di codici iniziava dentro la reggia, a cui dava nome di Mediceo-palatina. I privati gareggiavano con i principi, e certo non dico cose nuove esponendo come Baccio Valori, i Panciatichi, i Gaddi, i Rinuccini, i Capponi, i Baldovinetti raccogliessero librerie preziosissime per manoscritti e per rarissimi libri stampati; e rammentando tra i collettori il senatore Carlo Strozzi, cito un nome che frequentemente trovasi menzionato con lode dagli scrittori del secolo XVII e del seguente, non solo per la quantità ed il pregio dei documenti che aveva raccolti, ma più ancora per la larghezza piuttosto unica che rara con cui lasciò frugare a chi volle tra le sue carte, e fare di quelle tesoro per i propri studii. Non era a queste biblioteche difficile l’accesso, come di sopra notai; ma per andarvi bisognava chiedere, e chiedere a tutti non piace; occorreva inoltre di essere conosciuto: e così gli uomini che cominciavano a darsi alle lettere, quelli che non avevano un nome, quelli che la condizione sociale rendeva oscuri e non aveano trovato ancor mezzo di munirsi di un protettore, mancavano del modo di studiare, e di arricchire così la propria mente senza aver ricorso a richieste che potevano riuscire ben di sovente a un rifiuto.
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