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Pietro Labriola, ceo Tim
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Nuova Tim, crescono i ricavi e i margini

31 luglio 2024, 21:00 Ultimo aggiornamento: 21:56

Senza la rete nel semestre fatturato a 7,1 miliardi (+3,5%) ed ebitda a 2,1 (+9,4%)A 8,1 miliardi il debito dopo la cessione di Netco: attesa riduzione di 600 milioni a fine anno. Capex in calo di 900 milioni | Tim, ecco quanto costerà affittare la rete fino al 2039 con il nuovo msa. E per Fibercop sono attesi dei margini stellari

Tim presenta ricavi e margini in crescita nel suo nuovo assetto, quello della ServiceCo rimasta dopo la cessione della rete al consorzio guidato da Kkr e Mef. Con un debito sceso a 8,1 miliardi al 30 giugno e atteso in calo di 600 milioni fino a 7,5 miliardi a fine 2024, come prospettato dopo la cessione di Netco. Sono questi gli elementi principali che emergono dai risultati semestrali di Tim, che ha presentato informazioni economico-finanziarie che simulano gli effetti dell’operazione di separazione di Netco, considerando anche i rapporti commerciali stabiliti nell’accordo sottoscritto con Fibercop che, come rivelato da MF-Milano Finanza, porteranno a costi stimati intorno a 2 miliardi l’anno.

I ricavi totali ammontano a 7,1 miliardi di euro, in crescita del 3,5% (+1,6% sul mercato italiano a 4,9 miliardi, +7,8% in Brasile a 2,3 miliardi). Di questi i ricavi da servizi sono pari a 6,7 miliardi (+4%), di cui 4,5 miliardi dal mercato italiano. Il margine operativo lordo lievita del 9,4% a 2,1 miliardi, con una spinta che arriva dall’Italia (1 miliardo, +8,5%) e la certezza Brasile (1,1 miliardi, +9,9%). L’ebitda after lease invece registra miglioramenti ancora superiori: +13% a 1,8 miliardi.

Segnali positivi 

Scorporando i dati sulle tre entità che compongono ora Tim (Consumer, Enterprise e Brasile) arrivano segnali positivi da tutte e tre le anime. Consumer prosegue nel percorso di stabilizzazione: ricavi per 3 miliardi sostanzialmente costanti con introiti da servizi (2,7 miliardi, +0,5%) che beneficiano delle attività di repricing effettuate nel semestre (le quali hanno riguardato complessivamente 9,6 milioni di linee fra fisso e mobile) e dell’incremento dell’Arpu di Tim Vision.

Enterprise lievita a 1,5 miliardi di ricavi (+4,9%) grazie alla strategia di difesa del business della connettività e alla crescita dei ricavi Ict, che rappresentano il 61% del totale. Il cloud cresce del 19%, la security del 100% e l’Internte of Things del 49%. Il Brasile rimane la cash cow del gruppo con ricavi per 2,3 miliardi (+7,8%) e un ebitda di 1,1 miliardi, che fruttano un utile di oltre 100 milioni nel solo secondo trimestre.

I dati sul debito

Guardando al debito, invece, quello netto rettificato after lease del gruppo in continuità ammonta a 21,5 miliardi (+0,1 miliardi in un trimestre). Considerando la vendita della rete avvenuta il 1° luglio, il passivo scende a 8,1 miliardi. Il net cash flow atteso positivo per circa 0,6 miliardi (escludendo operazioni straordinarie su Sparkle e Inwit) dovrebbe limare ulteriormente il debito a circa 7,5 miliardi.

Sul debito va ricordato anche che nella serata del 30 luglio, il giorno prima dei conti, era arrivata la promozione sul rating anche da parte di Fitch, dopo Moody's e S&P. Il rating dall’agenzia è stato portato a BB con outlook stabile. Si tratta di una mossa annunciata considerando che l'agenzia di rating aveva messo il gruppo guidato dall’ad Pietro Labriola in credit watch positivo alla fine dello scorso anno, dopo l'annuncio della firma della cessione di Netco al consorzio guidato da Kkr. Tim in precedenza aveva un giudizio BB- con outlook negativo.

Tornando ai risultati, il nuovo perimetro comporta anche un cambiamento della base dei costi della società. Nel primo semestre i cash costs, ossia la somma di opex e capex, sono inferiori di circa 800 milioni di euro. Gli opex, per effetto dei costi per i servizi di accesso parzialmente compensati dalla riduzione dei costi del lavoro, aumentano di circa 100 milioni, mentre i capex sono inferiori di circa 900 milioni.
Da segnalare infine che i vertici di Tim hanno confermato tutte le guidance precedentemente indicate per l’intero esercizio 2024. (riproduzione riservata)



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